Contenzioso Civile e Commerciale

Assistenza legale contenziosi civili. In caso di controversie, lo Studio fornisce assistenza ai propri clienti sia nelle ADR (Alternative Dispute Resolution) quali la conciliazione, la mediazione e la negoziazione assistita volte ad evitare l’azione giudiziale, sia davanti all’autorità giudiziaria e agli arbitri su tutto il territorio nazionale.
Le professioniste, quando possibile, privilegiano il ricorso alle forme alternative di soluzione delle controversie giudiziali al fine di ottenere un risparmio di tempo e di costi per i propri assistiti.

Contenzioso civile. Domande & Risposte

Non sempre l’approccio conflittuale alla soluzione di una lite si rivela essere quello più utile e proficuo per ottenere una tutela efficace delle proprie ragioni. Prima di intraprendere una causa giudiziale occorre sempre – a prescindere dalla analisi della questione di diritto in questione – fare alcune importanti valutazioni. Vediamo, in concreto, quali sono le domande da porsi.

Esiste un fattore tempo?

Il tempo che occorre per vedere tutelato un proprio diritto diventa spesso, a prescindere dai costi che si devono sostenere per affrontare un processo, un fattore assolutamente rilevante. La giustizia civile, anche quando – piuttosto raramente – si rivela virtuosa e rispetta i tempi della ragionevole durata del processo, ha pur sempre termini che non si possono comprimere e procedure che non si possono eludere. Il processo italiano prevede poi più gradi di giudizio e dunque anche in caso di vittoria della causa il contenzioso potrebbe proseguire su iniziativa della controparte insoddisfatta della decisione del giudice. Il fattore tempo, quando è possibile – e se la natura della lite lo consiglia – può suggerire di prendere in considerazione vie di soluzioni alternative, più flessibili, rapide e meno costose: la mediazione – che peraltro in determinate materie è obbligatoria e deve comunque precedere il processo – e la negoziazione assistita. Si tratta di procedimenti che, a differenza del processo, non hanno il fine di stabilire chi ha ragione e chi ha torto, ma di consentire alle parti di trovare esse stesse una soluzione della controversia che sia per tutte accettabile.

La questione è davvero meritevole di un impegno economico gravoso?

I fattori di natura economica che incidono su una causa sono molteplici e non sempre sono calcolabili nemmeno con la più scrupolosa delle analisi preventive dei fattori in campo. Esistono spese certe, come quelle per l’attività del legale che assiste il cliente in giudizio o le spese forfettarie che si pagano allo Stato per l’attività dei giudici. Ma può succedere che il giudice abbia la necessità, per decidere la causa, di avvalersi delle competenze tecniche di altri professionisti – un medico legale, un architetto, un contabile: i costi dell’attività di questi consulenti – nominati dal giudice – sono, almeno in corso di causa, a carico delle parti. Nel processo esiste poi il rischio, se si perde la causa, di dover rifondere alla controparte le sue spese legali. Quindi occorre sempre domandarsi, al di là delle questioni di principio, se l’entità economica o la natura della lite giustifichino davvero la sopportazione di costi economici non trascurabili. Anche in questo caso la mediazione o la negoziazione possono rivelarsi strumenti più appropriati.

Posso provare le mie ragioni?

La verità dei tribunali non sempre è coincidente con la verità dei fatti. La verità giuridica – quella che sarà processualmente dimostrata – verrà stabilita dal giudice alla luce dei fatti che ciascuna delle parti sarà capace di provare per mezzo, essenzialmente, di documenti , testimonianze o perizie tecniche. Ma non ogni documento né ogni testimonianza sono ammessi dalla legge come prove. Quindi, prima di intraprendere un giudizio, occorre sempre valutare cosa potremo offrire al giudice a dimostrazione delle nostre ragioni e immaginare per contro quello che sarà in grado di fare la nostra controparte. Insomma, occorre preventivamente conoscere e valutare quali carte abbiamo in mano e, per quanto possibile, prevedere e valutare quelle a disposizione degli altri. Anche questo è un fattore che non può non essere valutato attentamente prima di intraprendere una causa.

Ho la necessità o desiderio di mantenere rapporti con la controparte dopo la causa?

Può sembrare una ovvietà per alcuni, o una stravaganza per altri, ma prima di scegliere la via del giudizio civile occorre farsi un’ultima domanda: chiedersi quali sono i rapporti che di dovranno o si vorranno avere con la nostra controparte una volta terminata la causa. Se la nostra controparte è un soggetto con il quale, volenti o nolenti, dovremo sempre avere a che fare – per ragioni di vicinato, di famiglia, di parentela o di qualsiasi altro tipo di relazione, anche economica – la scelta del processo civile, che esprime il massimo di conflittualità possibile, avrà di norma conseguenze gravi e difficilmente recuperabili sulle relazioni personali o commerciali tra le parti.

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