Obsolescenza programmata

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA

Obsolescenza programmata Samsung e Apple. Con due distinte – ma speculari – decisioni pronunciate in data 25 settembre 2018, l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato italiana (AGCM) ha sanzionato, con una multa di 10 e 5 milioni di euro, i colossi dell’hi-tech Apple e Samsung per avere entrambi posto in essere pratiche commerciali scorrette, in violazione degli artt. 20, 21, 22 e 24 del Codice del Consumo, ai danni dei propri clienti: dette illegittime pratiche commerciali erano costituite dal rilascio di aggiornamenti dei firmware dei cellulari – ossia dei software preinstallati dalle case produttrici sui cellulari stessi – che avevano provocato, una volta scaricati sui dispositivi, gravi problemi di funzionamento degli stessi quali la riduzione e il rallentamento delle prestazioni dei dispositivi e il conseguente acceleramento della necessaria sostituzione degli stessi.

La condotta contestata da AGCM a Apple e Samsung rientra nella pratica commerciale conosciuta sotto il nome di obsolescenza programmata – o pianificata – e si sostanzia, nella moderna economia industriale, in qualunque strategia posta in essere da un produttore per definire il ciclo vitale di un bene al fine di limitarne la durata o la utilizzabilità a un periodo prefissato dal produttore stesso.

In particolare, per quanto riguarda Apple, la AGCM ha contestato alla casa americana di avere proposto insistentemente e reiteratamente, ai propri clienti in possesso di iPhone modelli 6, 6plus, 6s e 6splus, l’installazione del sistema operativo iOS 10 (e successivi aggiornamenti) senza provvedere, da una parte, se non in maniera omissiva e ingannevole, a descrivere le caratteristiche del nuovo sistema operativo con particolare riguardo all’impatto dello stesso sulle prestazioni degli smartphone stessi e, dall’altra, senza offrire – se non in misura limitata o tardiva – alcun mezzo di ripristino dell’originaria funzionalità degli apparecchi in caso di sperimentata diminuzione delle prestazioni a seguito dell’aggiornamento offerto a titolo gratuito (c.d. possibilità di downgrading).

Obsolescenza programmata

La condotta contestata da AGCM a Apple e Samsung rientra nella pratica commerciale conosciuta sotto il nome di obsolescenza programmata.

Dalla istruttoria della AGCM era emerso, in particolare, che l’installazione del sistema iOS 10 aveva provocato un peggioramento del problema degli spegnimenti improvvisi sugli iPhone 6 e 6s e un calo significativo e non fisiologico delle prestazioni della batteria.

Per quanto riguarda Samsung, l’AGCM ha contestato alla casa coreana di avere insistentemente proposto ai clienti possessori di Galaxy Note 4 l’installazione di firmware basati sulla versione Marshmallow del sistema Android – ed elaborati per il più recente Galaxy Note 7 – senza informare i consumatori dei gravi malfunzionamenti che sarebbero occorsi ai “vecchi” dispositivi a causa delle maggiori sollecitazioni dell’hardware e richiedendo per di più, per le riparazioni fuori garanzia connesse a tali malfunzionamenti derivanti dall’aggiornamento, un elevato costo di riparazione.

Nello specifico era emerso che l’installazione della versione Marshmallow del sistema Android aveva provocato continui rallentamenti, riavvi automatici e improvvisi spegnimenti dei cellulari e che il ripristino dell’originaria funzionalità dei dispositivi – il già citato downgrading – erano limitati, per giunta alla sola sostituzione di parti rilevanti dell’hardware, ai casi in cui gli smartphone compromessi risultavano ancora coperti dalla garanzia legale di conformità.

In entrambi i casi la AGCM ha quindi contestato alle case produttrici un “deficit informativo” dei messaggi inviati ai propri clienti per invitarli alla installazione degli aggiornanti per essersi tali messaggi limitati, con modalità giudicate ingannevoli, a effettuare una descrizione minimale delle caratteristiche degli aggiornamenti incentrata unicamente – allo scopo di suggerire, esplicitamente o implicitamente, l’opportunità di effettuare l’aggiornamento – sull’indicazione dei miglioramenti attesi ma omettendo del tutto, per contro, di indicare tutte le modifiche e i possibili effetti indesiderati che i nuovi aggiornamenti potevano provocare al funzionamento dei dispositivi.

In definitiva, secondo l’Antitrust, i consumatori non erano stati messi nelle condizioni di valutare la reale convenienza, a prescindere dalla gratuità delle novità offerte, di scaricare gli aggiornamenti proposti.

Oltre alla sanzione pecuniaria, la AGCM ha disposto quindi che tanto Apple quanto Samsung pubblicassero in evidenza, sulla homepage dei loro siti internet aziendali, visibile dalla prima schermata e di dimensioni pari ad un quinto della stessa, una dichiarazione rettificativa, da lasciare pubblicata per venti giorni, che informasse i consumatori della decisione assunta della AGCM in ordine alle descritte pratiche commerciali scorrette.

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